Dopo l'incanto dei templi di Ajanta e Ellora, lo scrittore si sposta nella città moghul di Aurangabad. «Aurangabad è una città di tombe moghul; ma non è tragica né sinistra; in questo sterminato paese, l'India, non esistono tombe, se non mussulmane e cristiane; gli induisti bruciano i cadaveri, i parsi li danno a divorare agli avvoltoi: e dovunque si ha sentore di morte fertile e selvatica.»