«Una sera dopo il pasto, alle foci del Tahkeena, Dub scovò un coniglio delle nevi, ma non fu abbastanza pronto e se lo fece sfuggire. In un attimo l'intera muta era in subbuglio, urlante. Un centinaio di yarde più avanti c'era un campo della polizia del Nordovest, con cinquanta cani, tutti eschimesi, che si unirono alla caccia. Il coniglio saettò lungo il fiume, deviò per un piccolo affluente di cui risalì il letto ghiacchiato, e proseguì dritto per quella via; correva leggero sulla superficie della neve, mentre i cani dovevano aprirsi una strada a forza. Buck guidava il branco, composto da una sessantina di cani, ma, curva dopo curva, non riusciva a guadagnare terreno. Correva ventre a terra, guaendo nel fervore, con lo splendido corpo che saettava in avanti, balzo dopo balzo, nel debole chiaror della luna; e, balzo dopo balzo, come un pallido fantasma di ghiaccio saettava innanzi il coniglio delle nevi.»