Dopo essere stato venduto dal padrone, Buck si ritrova legato malamente e messo in un bagagliaio in direzione S.Francisco. Il cane comincia il suo iter di sballottamenti e maltrattamenti senza tregua. «Intontito, con un dolore insopportabile alla lingua e alla gola, e quasi strangolato a morte, Buck tentò di far fronte ai suoi aguzzini. Ma venne sbattuto al suolo e soffocato ripetutamente, finché i due non riuscirono a limare e levargli il grosso collare d'ottone che aveva al collo. La corda fu quindi tolta di mezzo, ed egli venne gettato in una cassa a forma di gabbia. Qui rimase, per il resto di quella notte tremenda, covando la sua ira e il suo orgoglio ferito. Non riusciva a comprendere cosa significasse tutto ciò. Cosa volevano da lui, quegli strani uomini? Perché lo tenevano rinchiuso in quella stretta cassa? Senza sapere perché, si sentiva oppresso dalla vaga sensazione d'una incombente scaigura.»