Alla fine del romanzo i quattro personaggi si disperdono per il mondo, prendendo strade diverse e allontanandosi. Sabina trova la sua dimensione di libertà- lontana dai dettami politici sovietici e dalla supremazia del 'Kitsch'. «Ma come, non è forse vero che sotto il comunismo l'arte moderna è perseguitata? Lei rispose arrabbiata: «il mio nemico non è il comunismo, è il Kitsch!» Da allora comincio a circondare la sua biografia di mistificazioni, e quando più tardi si ritrovò in America , riusciì addirittura a tenere nascosto di essere ceca. Non era altro che un disperato tentativo di sfuggire al Kitsch nel quale la gente voleva trasformare la sua vita. »