Neruda viene nuovamente spostato dal consolato e si dirige prima a Singapore e poi a Batavia (oggi Giacarta) in Indonesia; il poeta è costretto ad affrontare un altro periodo di solitudine profonda. «La via in cui si trovava la mia nuova casa a Batavia si chiamava Probolingo. La casa era composta da una sala, una camera da letto, una cucina, un bagno. Non ebbi mai automobile, ma avevo però un garage che rimase sempre vuoto. Lo spazio mi cresceva in quella casa minuscola. Presi una cuoca giavanese, una vecchia contadina, schietta e simpatica. Un boy, lui pure giavanese, serviva a tavola e mi lavava i vestiti. Lì terminai Residencia en la Tierra. La mia solitudine raddoppiò. Pensai di sposarmi.»